sabato, 30 ottobre 2004
contributo di gattomammone

GATTOMAMMOWEEN

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contributo di gattomammone

COME UN DISCO ROTTO...

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contributo di gattomammone

KARTMAMMONE


Scusate l'assenza ma ultimamente mi sono dedicato alla nuova passione: il Kart.
Grazie anche all'invito della Siemens al kartdromo di Vicenza.
L'esperienza è stata unica, ho avuto la possibilità di sentirmi un piccolo Schumacher e di poter sfogare la voglia di guida spericolata...




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mercoledì, 20 ottobre 2004
contributo di gattomammone

ROCCO E I SUOI SFRACELLI

 

 CONTRORDINE
di Alessandro Robecchi
(da il Manifesto del 17.10.2004)
 Da queste parti siamo piuttosto liberali in materia di faccende private e se Buttiglione non vuole sposare un gay io non ci trovo niente di male, che non se lo sposi e basta. Sarebbe davvero un'Europa atea e nichilista quella che costringesse Buttiglione a sposare un gay! Oltretutto sarebbe troppo punitiva per il malcapitato gay. Già mi vedo i titoli sul Corriere, il fondo di Panebianco e il sermone sul Foglio: Europa dissoluta, costringe un ministro a sposare un gay! Stavo quasi per indignarmi e scendere in campo a difesa del mio filosofo preferito quando ho capito che le cose non stanno così: è lui (Buttiglione) a voler impedire le nozze dei gay, a voler imporre le sue opinioni su donne, maternità, vita in famiglia, morale, etica, eccetera eccetera. E per uno che vuol far coincidere la vita reale (nostra) con i precetti del credo religioso (suo), la sedia di commissario europeo alle libertà non mi pare esattamente quella giusta. La faccenda potrebbe finire qui se non fosse che - preceduta da un intenso profumo di rose e da un solenne suono d'organo - scende in campo l'intellighenzja liberale italiana che si arrovella su un quesito: c'è forse un pregiudizio anticristiano? I cattolici sono una minoranza vessata e perseguitata? Rassicuriamo subito i neocatecumeni del libero mercato e i giulianiferrara del settimo giorno: sarà un vero problema in Europa perseguitare i cristiani. Le tigri sono quasi estinte, in settimana ci sono le coppe europee, sabato, domenica e lunedì c'è il campionato, trovare uno stadio libero per far mangiare i cristiani dalle fiere sarà molto difficile. Ma ormai la valanga è partita e l'ultima moda dei liberali laici è proprio questa, una tardiva conversione, un vibrante allarme sul pregiudizio anticristiano dell'Europa. Eccoli tutti che corrono con l'aspersorio in mano a difendere i sacri valori. Quelli della pace, o della tolleranza? Certo che no.
La critica cattolica alle spaventose disugliaglianze create dal sistema liberista? Nemmeno. L'importante è che non si sposino i gay, così ecco i rutilanti discorsi sull'Europa dei «culattoni», che fa il paio con l'Europa «massonica» di cui parla la Padania, quella «nichilista» dei teorici fascisti di An, quella «anticristiana e secolarizzata» di Panebianco. Perbacco, corro subito a comprarmi un'armatura. Il tutto innestato su quel comodo scenario che è lo scontro di civiltà che tanto piace a Pera & Oriana. Insomma, i grandi pensatori liberali italiani, forse per non parlare del monopolista che li ha assunti e se li è mangiati, o della costituzione che ci hanno cambiato sotto il naso, volgono lo sguardo verso temi alti: la persecuzione dei cristiani in Europa nel ventunesimo secolo. Ammetterete che è un tema affascinante, e anche un ottimo fumogeno per non parlare di quello che accade qui.

I pilastri del nuovo look liberale sono parecchi: Zapatero è una specie di anticristo, sempre per quella faccenda dei gay, ovvio, ma anche perché si è ritirato dalle crociate. L'Europa è un'entità smidollata che non vede l'ora di perdere il derby con i musulmani. Tra un po' anche i polacchi - notoriamente laici, atei e mangiapreti - ritireranno le truppe. Almodovar è un puzzone salvato dal rogo soltanto perché Ferrara ha finito i fiammiferi. Dove andremo a finire? Meno male che ci sono loro, i salvatori del cristianesimo, a scrivere i loro editoriali, sennò gireremmo tutti con due dita di barba e le ragazze col burqua (cosa che tra l'altro non mi pare spiacerebbe a Buttiglione).

Naturalmente io non ho nulla contro i pensatori liberali e anzi: per leggere Galli della Loggia basta un euro, sette volte meno di quel che costa un film dei Vanzina, dunque conviene. Però mi sforzo di essere più avanti di loro. Cioè: quale sarà la prossima moda? Dopo aver osannato come «liberale» Silvio, dopo aver teorizzato che ci vuole meno stato e più mercato, dopo aver lavorato incessantemente per tagliare le pensioni e andare in guerra, dopo aver difeso i cristiani dalla terrificante ondata di persecuzioni che li minaccia, dopo, dico, cosa si inventeranno? Molti di questi grandi pensatori liberali sono stati comunisti, poi socialisti craxiani, poi ultraliberisti e paladini della concorrenza, poi amici e teorici e dipendenti del grande monopolista. Ora eccoli accorrere in difesa dei cristiani che l'orribile Europa sta per sterminare. Quale sarà la prossima mossa? Un'apertura alle tesi venusiane? Un riconoscimento aperto e sincero dell'animismo di certe tribù del Borneo? Mi aspetto di tutto, essi sono imprevedibili. Proprio come chi, teorizzato un metodo piuttosto feroce (il liberismo) lo ha trasformato in ideologia e, convincendosi della sua stessa propaganda, lo ha scambiato per cultura. All'apparir del vero, poi, e vista la mala parata, ecco la crema del pensiero liberale che si compra un costume da integralista e fa la coda in Vaticano. Proviamo pure questa - si saranno detti i grandi pensatori liberali - non si sa mai








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contributo di gattomammone

MEDIASET REAGISCE AL CROLLO DEGLI ASCOLTI:
da lunedì la Hunziker avra' 3 puppe!

(da Giuda.it)

Come si dice: accidenti al meglio. Già, perché una squadra con Cucuzza, Don Matteo, Nonno Libero, la monaca di Monza, Mara Venier e Paolo Limiti non dovrebbe impensierire neanche un tv locale bielorussa. E invece, nonostante quel popo' di schieramento di zavorre, gli italiani - popolo di comunisti che non sono altro - continuano imperterriti a guardare la TV di stato, snobbando platealmente le puppe e i culi dei programmi della concorrenza solo -è evidente- per fare uno spregio al povero azionista di riferimento.
Ma a Cologno Monzese non si sta certo nelle mani in mano, ed è già pronta una serie di contromisure da far impallidire il cavallo di Viale Mazzini. Partita da pochi giorni, la campagna "guarda che ciccia" ha già sparato tonnellate di seni e di natiche di
Alessia Fabiani e Mascia Ferri nelle case degli italiani, per ricordare a tutti a quale tv debbano tanto ben di dio. Scarsi però gli effetti sull'Auditel. Unico effetto del lancio del sexy-calendario è stata l'immediata conversione al cristianesimo radicale di sette integralisti islamici.
Intanto, a Meteo5 si sta valutando la possibilità di sostituire la carta d'Italia con una modella ignuda vestita solo di nuvoline, ma che dovrebbe portare effetti benefici sull'audience solo fra qualche mese, col ritorno della bella stagione.
Fra tutte, spicca come sempre per la sua sagace e scanzonata lungimiranza l'idea di Antonio Ricci, il patron di striscia. Visto che al pubblico non basta una Hunziker semplice, da lunedì prossimo la brillante showgirl sfoggerà il suo nuovissimo, triplice, decolletè. Bonolis è avvertito.
Grande lo sconcerto nel mondo politico: se non basta più neanche la topa a distrarre le masse, vuol dire che siamo proprio alla frutta. Il governo è corso ai ripari promettendo che nel
collegato alla finanziaria, insieme al panettone, al vischio e alla riduzione delle tasse, ogni italiano riceverà in regalo a domicilio una fettina di topa fresca grazie al lavoro dei postini di "C'è posta per te". Indignato il ministro Tremaglia, che non riesce a farsene una ragione: "Tsè! Ormai siamo un popolo di omosessuali! Quando ero giovane io, certe cose non succedevano." Alle dure critiche seguite alle sue parole, ha replicato seccato "Ormai questi ghéis sono maggioranza: per questo, mi dimetto".






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lunedì, 18 ottobre 2004
contributo di gattomammone

VISTO IN RETE

Basta con i soliti blog! Passa a puppamelo.splinder.com!
Solo per maggiorennimaggiorate :-)


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contributo di gattomammone

DOMANDA / 2

Se la Franzoni è libera, Brusca è in permesso, la Mambro va ai convegni, Berlusconi è a piede libero, quale cazzo di reato deve compiere uno per andare in galera?

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venerdì, 15 ottobre 2004
contributo di gattomammone

SEGNALATO DA BARTEZZAGHI!

Lo stupidario dei clienti è segnalato da Stefano Bartezzaghi nella sua rubrica "Lessico e Nuvole" su Repubblica.it. E' una bella soddisfazione. E voi? Lo stupidario mica ve lo sarete perso?



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giovedì, 14 ottobre 2004
contributo di ciampaglia

TARALLUCCI E VINO.
 L'italia e' un popolo da tarallucci e vino. Alla fine si aggiusta tutto. Ne e' espressione il scintillante governo italiano (sempre a caccia di soldi) che vara un ennesimo condono edilizio. Un po' di fertilizzante per le radici del furbismo italiano. Il condono riguardera' le aree protette (?). L'ulteriore curiosita' e' in questa dichiarazione di Willer Bordon: "Assurdo che nelle aree protette il governo proponga un condono senza limiti volumetrici, vale a dire ben più esteso di quello già approvato per le aree normali".

I maligni suggeriscono che il dettaglio "volumetrico" miri a salvare la mega villa che Silvio Berlusconi ha appena ultimato in Sardegna. Ma si sa, si tratta delle solite malelingue...


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mercoledì, 06 ottobre 2004
contributo di gattomammone

DOMANDA

Perchè tutte le riforme attuate dal governo di centrodestra sembrano ispirate (se non copiate) dal piano di rinascita democratica di Licio Gelli?
Ma a sinistra non se n'è accorto nessuno?


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contributo di gattomammone

FINI, L'ESEGETA

San Francesco della Mitraglia
di Maurizio Chierici (da L'Unità del 05.10.2004)


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martedì, 05 ottobre 2004
contributo di gattomammone

ALLE ELEZIONI REGIONALI...

Il candidato mediatico da Scelli a Marrazzo
di Michele Serra (da Repubblica del 05.10.2004)


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contributo di gattomammone

PROPOSTA

Petrolio a 50 dollari il barile, benzina alle stelle. Ma perché a comprarlo dai petrolieri non ci mandiamo la mamma di Berlusconi? Non era lei che calmierava i prezzi del mercato andando avanti e indietro tra le bancarelle per cercare le offerte migliori?

(da Votantonio)



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PUBBLICITA' PROGRESSO / 3

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contributo di gattomammone

PRIMA DI PARLARE AZIONARE IL CERVELLO... SE C'E'!

IRAQ, LA PIAGA DEI SEMAFORI
di Marco Travaglio (Bananas - l'Unità)


Oltreché pertinenti, misurate e opportune, le esternazioni del presidente del Consiglio sono anche beneauguranti. Tre giorni fa, come riferisce Repubblica, il nostro premier, fierezza e orgoglio dell'Italia nel mondo ha intrattenuto la sottosegretaria alla Giustizia Iole Santelli e due sue amiche davanti a un gelato in un bar di Roma sulla situazione in Iraq, poche ore dopo la liberazione prezzolata delle Simone. Testuali parole: «Dall'Iraq non ci ritiriamo. I nostri soldati sono lì per dare quel minimo di ordine pubblico senza il quale non si può andare a elezioni regolari. Qualcuno da noi parla di un ovattato clima antiamericano, ma io non ci credo. Le elezioni regolari saranno la conseguenza di uno Stato ben funzionante. Ormai in Iraq c'è una vita regolare, ci sono le scuole eccetera. Poi, certo, ci sono le cose che non funzionano: ad esempio, i semafori a Baghdad non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina e si mette a dirigere il traffico».

Parole testuali, lo ripetiamo, del presidente del Consiglio italiano nel pieno esercizio delle sue facoltà mentali, che sono quelle che sono. Parole che, per quanti sforzi di immaginazione si facciano, possono trovare due sole spiegazioni: o il Cavaliere non sta per niente bene, e andrebbe visitato da uno bravo, oppure a stilargli i rapporti di intelligence sulla situazione in Iraq sono Massimo Boldi e Christían De Sica dal set del loro prossimo film "Natale sull'Eufrate". Il caso ha voluto che, poco dopo le sue lucide esternazioni portafortuna, proprìo a Baghdad morissero ammazzate 92 persone, fra cui 34 bambini, e ne restassero ferite altre 200, in tre attentati a distanza ravvicinata.

Naturalmente lo Stratega di Arcore attribuirà il tutto all'annoso problema che da un anno e mezzo affligge Baghdad: i semafori guasti. Da tempo gli Alleati andavano domandandosi in che cosa avessero sbagliato. Ora lo sanno: si sono scordati i semafori. Non immaginavano che, come nella Palermo di Johnny Stecchino, anche nella Baghdad liberata il problema più grave è il traffico. Un paio di vigili urbani avrebbero scongiurato questa strage e le altre. Che sono poi banali incidenti d'auto. A pensarci prima, si poteva paracadutare per qualche giorno sul posto il ministro Lunardi, che ìn questi casi conosce il da farsi: fari accesi anche di giorno, autostrade e trafori a sedici corsie, patente a punti, e non se ne parli più.

Il fatto che il triplice attentato avesse di mira una colonna di soldati Usa è pura casualità. Non c'entra nulla quell'«ovattato clima antíamericano» di cui vociferano i soliti disfattisti in Italia, ma al quale la Volpe di Milanello «non crede», Ha detto proprio così: ovattato. E, si sa, ìn certe dosi l'ovatta può fare molto male. Sempre l'altroieri, nel tran tran della «vita regolare» dell'Iraq «ben funzionante» (semafori a parte), sono stati pure sequestrati altri dieci ostaggi, fra cui due donne. Buon segno: oltre alle «scuole eccetera», s'è rimessa in moto l'economia, al traino dell'industria più fiorente del luogo: quella dei sequestri. Anche in questo cruciale settore merceologico, l'Italia ha dato il suo decisivo contributo.

Da quando s'è sparsa la voce che gli italiani pagano regolarmente (2 miliardi a botta, pare), il reddito pro capite della provincia di Baghdad è subito balzato alle stelle e si sono spalancate prospettive floridissime per sequestratori e aspiranti tali. E la famosa lotta al terrorismo all'italiana, che consìste in due mosse infallibili: pagare il pizzo ai terroristi e tenere un contingente militare barricato da mesi in una caserma di Nassiriya senza mai uscire (appena uno mette il naso fuori, glielo mozzano: il che farebbe pensare a un ovattato clima anti-italiano, ma il premier, beninteso, non ci crede). «La nostra è un'operazione brillantissima», s'è autocongratulato il Rommel della Brianza leccando il gelato dei suoi 68 anni. Poi ha aggiunto che la nomina di Barroso in Europa, ovviamente merito suo, è stata un'«opera d'arte». Quanto al seggio all'Onu, che tutti danno per perso, non è un problema: «Ho ricevuto garanzie» (sempre da Boldì e De Sica). Idem per il trapianto di capelli: «Conoscevo una signora con un fluido particolare nelle mani: volevo farmele imporre per la ricrescita, poi purtroppo non ci sono riuscito e ho messo la bandana». Infine, l'ultimo capolavoro: la conversione di Gheddafi: «Ho convinto Bush a prendere per buone le sue aperture». Se l'amico George prende per buone quelle di Berlusconi, può prendere per buone anche quelle del Colonnello. Tre bugiardi al prezzo di uno che si garantiscono a vicenda.

La sottosegretaria Santelli e le due amiche si sono molto divertite. L'opposizione, salvo eccezioni, ha assicurato che l'unità nazionale continua: di fronte a uno statista di tale levatura, del resto, non potrebbe esser altrimenti. E i principali commentatori hanno continuato a elogiare la «metamorfosi del Cavaliere», finalmente serio e posato, lontano dalle gaffes e dalle baggianate di un tempo. Resta da capire che cosa s'intenda per gaffe e per baggianata in un paese assuefatto come il nostro. Che cosa debba dire ancora questo sant'uomo per destare scandalo. Probabilmente più nulla, ha già detto tutto. Ha ragione Freccero: siamo fottuti.

 




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