FINALMENTE SE N'E' ACCORTO...
Anche Romano s'è accorto che chi guarda troppa tv alla fine vota Berlusconi. Io e Votantonio è un po' che lo pensiamo e lo diciamo.
«Se faccio analisi tra voti e ore di televisione trovo un rapporto perfetto»
Prodi: chi guarda troppa tv, vota Berlusconi
ROMA - Chi guarda tanta tv, vota Berlusconi. Questa l'opinione di Prodi sul rapporta tra media e politica in Itlia. «Un vantaggio enorme. Soldi e media servono enormemente - dice il leader dell'Unione -. Se faccio delle analisi di correlazione fra i miei votanti e le ore passate davanti alla Tv io trovo un rapporto perfetto. Meno ore si passano davanti alla Tv, più votano per me. Più ore davanti alla tv, più votano per Berlusconi. Ma questa è la vita, le tv le ha in mano lui e noi dovremo andare per strada, nelle piazze a parlare con la gente e a convincerla». 
MENO TASSE PER TUTTI?
Sul sito di Forza Italia potete calcolare quante tasse in meno pagate grazie al Signor B. Per esempio:
Guadagnate 30.000 € all'anno, risparmiate 305 €, pagate l'1% in meno;
Guadagnate 20.000 € all'anno, risparmiate 67 €, pagate l'0,3% in meno;
Guadagnate 15.000 € all'anno, risparmiate 0 €, pagate come prima;
Calcolatore alla mano, il Signor B., che denuncia circa 13 milioni di Euro all'anno ha risparmiato 260.322 Euro (detrazioni a parte).
E vogliono andare "avanti"...
“Guai se commettessimo l’errore capitale ed imperdonabile di lasciare ad appannaggio del centrosinistra la questione morale e la lotta alla mafia!”: così parlò il presidente della Camera Piercasinando al congresso nazionale Udc, sotto la presidenza di Totò Cuffaro (5 luglio 2005). “Non faremo sconti: a parte Cuffaro, in Sicilia non ricandideremo nessun inquisito”: così tuonò il presidente della Camera Piercasinando in un’intervista all’Espresso di due settimane fa (23 febbraio 2006). E, in un certo senso, fu persino di parola. Perché l’Udc in Sicilia, a parte Cuffaro e qualcun altro, non candiderà inquisiti: candiderà direttamente condannati. Le liste non sono ancora definitive, ma dopo il direttivo regionale dell’Udc tenutosi l’altro giorno a Palermo, si danno per scontate - fra le altre - le candidature di Giuseppe Drago e Calogero Sodano. Ora, è comprensibile che nel partito dell’”Io c’entro”, trovare qualche decina di incensurati da mettere in lista in Sicilia sia impresa ardua. Ma mettere in lista i due suddetti personaggi dopo aver promesso di “non fare sconti” a nessuno, denota un grande senso dell’ umorismo. Questi non sono sconti. Sono saldi di fine stagione. 
ITALIA 2006 DIALOGHI POSSIBILI
Qualche settimana fa rivedo E. Mi racconta della sua bambina di 8 anni, V. Mi descrive questa scena: è un giovedì sera, Italia 1. I cartoni animati non ci sono. Al loro posto il presidente del consiglio che parla agli italiani. V. è arrabbiata.
V - "Mamma, un'altra volta? Ma questo signore fa con la televisione quello che vuole...?"
E - (espressione costernata) " .... eh... ... sì..."
SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
Cominciamo dall’inizio: nel febbraio 2004 venni contattato dal servizio clienti di Tiscali per sperimentare gratuitamente il servizio adsl a 2 mega (all’epoca il piu’ veloce degli altri andava ancora a 640 k), io avevo il 50,6 k e mi intrigava poter usufruire di una così folle velocita’ (un po’ come i primi guidatori di auto che provavano l’ebbrezza di andare a 40 all’ora). Dopo due mesi di attesa, ai primi di maggio, si presentò il tecnico incaricato a installare il modem e per darmi le istruzioni. Per un mese il servizio funzionò salvo interrompersi durante l’arrivo di una chiamata telefonica nonostante l’impianto di casa fosse provvisto di appositi filtri. Vabbe’ era un servizio sperimentale questo Ull, così si chiamava o meglio Unbundling del local loop (se non ricordo male) quindi c’era poco da recriminare, bisognava accontentarsi.
A Luglio e Agosto usai pochissimo il computer perché la sera, dopo il lavoro, preferivo stare a frescheggiare con gli amici piuttosto che chiuso in casa. A settembre cercai di usare il servizio ma la sera la connessione adsl non c’era mai nonostante che, durante il giorno, il servizio fosse utilizzato con le solite difficolta’ dai miei familiari. Dalle 17.30/18.00 inspiegabilmente la portante veniva a mancare e la spia del modem lampeggiava implacabilmente. Ai primi del 2005, stanco di questa situazione, cercai di attivare il servizio con Wind ma scoprii che la linea risultava ancora impegnata dai nuragici tiscaliani e così iniziò la lunga pratica per lo sblocco che mi impegnò incredibilmente fino alla fine di dicembre.
A gennaio 2006, finalmente, dopo aver appurato di essere rientrato in possesso della mia facolta’ di scelta del gestore, ho risottoposto la richiesta a Wind che in 25 giorni mi attiva il servizio e mi fa avere il mostruoso modemrouterwificonfirewallincorporato predisposto per le future alte velocita’ dell’adsl. Bè insomma tutta questa pappardella per cosa? Che ora sono contento perchè ho un servizio innovativo, predisposto per tutte le future diavolerie e navigo con la velocita’ che voglio per scaricare tutti filmati e le musiche che mi necessitano? Nooooo. Anche con Wind questa bastarda di adsl fa uguale! Si naviga bene o male (ma questa volta la linea telefonica non fa cadere l’adsl) durante il giorno ma dalle 17.30 in poi il servizio comincia a singhiozzare, sparisce la velocità fino a fermarsi del tutto. Le spie riprendono il loro lampeggiamento e a me tocca ripiegar sul vecchio modem a 56 k.
Chi mi sa spiegare questo mistero? E’ solo colpa di Tronchetti Provera che con Telecom gestisce ancora le centrali? O sono io fesso a voler utilizzare un servizio che molto probabilmente i gestori sono capaci di dare solo a parole?
ERA MEGLIO LA MAGLIA DI LANA...

(grazie a Maus)
Vi consiglio la lettura di questi due articoli:
Le mille sparate del padano più fedele al Senatur di Gian Antonio Stella
Il ministro maiale di Rita Pani
SCUSI, MI FA UN SONDAGGIO?
che bella cosa la rete... leggete e documentatevi.
Da "La Repubblica" del 16.02.2006
"Negli ultimi giorni, Silvio Berlusconi ha citato spesso un "sondaggio americano" che dà la Cdl in vantaggio sull'Unione. E oggi, dopo qualche polemica sulla non diffusione dei dati sulla rivelazione,
Forza Italia fornisce le informazioni richieste: si tratta di un'analisi eseguita dalla società Usa Psb (Penn, Schoen & Berland Associates)."
Meravigliosa cosa, la rete.
In pochi minuti ti permette di capire come stanno le cose.
Già conoscevamo la sondaggista italiana del Berluska, quella che ha sempre costantemente sbagliato i sondaggi (a lui favorevoli, ovviamente): http://brunik.altervista.org/20051130082520.html
Ora, evidentemente, questa era troppo "sputtanata" per avere ancora un minimo di credibilità. Ci voleva qualcosa di più. Magari qualche istituto estero, con un bel nome pomposo ...
Detto fatto: la "Penn, Schoen & Berland Associates". Che, con un nome del genere, a noi l'Ipsos ci fa un baffo ...
Peccato.
Peccato per il Berluska.
Perchè la "Penn, Shoen ecc. ecc.", la società di sondaggi britannico-statunitense raccattata dal Berluska, E' GIA' SPUTTANATA ANCH'ESSA!
Non (ancora) in Italia, perchè ancora non la conoscevamo, ma all'estero si, e come!
Qui una bella rassegna:
http://www.sourcewatch.org/index.php?title=Penn%2C_Schoen_%26_Berland
"PSB received negative attention for polling it did during the August 2004 Venezuelan recall election of President Hugo Chavez:
...
Interestingly, PSB was involved in similar charges of "American political interference in Serbia" ..."
Ah, da quel documento avete notato chi altri ha già utilizzato i servizi della PSB?
Il terzo del terzetto di "amiconi atlantici", dopo Bush e il Berluska, uno dei maggiori responsabili dell'avventura irachena, : Tony Blair!
Ancora sui "poll" taroccati in Venezuela:
http://www.prwatch.org/node/2859
'For Whom the Firm Polls Topics: international
Source: Associated Press, August 19, 2004
The U.S.-based "strategic market research firm" Penn, Schoen & Berland is under scrutiny in Venezuela. The firm's polling erroneously predicted that President Hugo Chavez lost a recall referendum; the
opposition "insists [the poll] shows the results of the vote itself were fraudulent." Moreover, poll "results ... were sent out by fax and e-mail to media outlets and opposition offices more than four hours before polls closed," in violation of Venezuelan law. The fact that "members of Sumate, a Venezuelan group that helped organize the recall initiative, [did] the fieldwork for the poll," has also raised questions; Sumate received U.S. National Endowment for Democracy funding "to encourage participation in the referendum." '
A quanto pare, i venezuelani si sono incazzati di brutto per quell'uso "disinvolto" dei sondaggi da parte della PSB ...
In rete si trovano altri riferimenti, per esempio in http://www.narconews.com/Issue34/article1046.html
Da qui apprendiamo che quello dei SONDAGGI FALSI, più che un "vizietto", è il modo di essere della PSB: stessa storia nel 2000 in Messico! ("Mexico 2000: Penn & Schoen as Electoral Delinquents")
La società è coinvolta inoltre in campagne propagandistiche a favore dell'industria nucleare (http://www.prwatch.org/node/4381) e della cosiddetta "rivoluzione arancione" filo-occidentale in Ucraina, "rivoluzione" peraltro già in crisi (http://www.prwatch.org/node/3078).
Ma il giudizio più esplicito su chi è la PSB lo si trova riportato sulla pagina di SourceWatch sopra indicata:
"Jonathan Mowat has a more incisive appraisal of PSB as follows:
Penn, Schoen and Berland (PSB) has played a pioneering role in the use of polling operations, especially "exit polls," in facilitating coups. Its primary mission is to shape the perception that the group
installed into power in a targeted country has broad popular support. The group began work in Serbia during the period that its principle, Mark Penn, was President Clinton's top political advisor."
Mi permetto di tradurre:
"Jonathan Mowat esprime questa più incisiva valutazione della PSB: la Penn, Schoen e Berland (PSB) ha giocato un ruolo pionieristico nell'uso dei sondaggi, specialmente degli "exit polls", per facilitare
rivolgimenti politici. La sua missione primaria è creare la percezione che il gruppo al potere in una determinata nazione gode di ampio sostegno popolare. Il gruppo ha cominciato a lavorare in Serbia nel periodo in cui il suo titolare, Mark Penn, era il maggior consigliere del presidente Clinton".
Sottolineo, per i distratti ;-) :
"La sua missione primaria è CREARE LA PERCEZIONE che il GRUPPO AL POTERE in una determinata nazione gode di AMPIO SOSTEGNO POPOLARE."
Insomma, la "Penn, Schoen & Berland Associates" è ESATTAMENTE il tipo di SONDAGGISTA FALSO E PREZZOLATO di cui oggi ha bisogno il Berluska!
E hanno già tutta l'esperienza necessaria! :-D
Con queste premesse, è facile capire quale sia l'attendibilità dei "sondaggi americani" di Berlusconi.
PAR SONDAGGIO
Aderendo ad una simpatica iniziativa, quando oggi mi ha chiamato la Ipsos sondaggi (o era Ispo?) ho risposto che ho votato e voterò per Berlusconi, e che secondo me vincerà lui alle politiche del 2006 (poi mi ha chiamato un’altra società di rilevazione e ho risposto Unione, così ho fatto par-condicio anche io)
Tanto se già Berlusconi si inventa sondaggisti che non lavorano per lui, a che pro fornire risposte giuste?
TAV (Tiriamo A Vincere)

BENIGNI E SAN VALENTINO
BERLUSCONI? COLTO DA SACRA SINDROME
TERNI — Roberto Benigni testimonial sui generis delle manifestazioni organizzate dalla diocesi di Terni Amelia per il mese dedicato al patrono degli innamorati San Valentino. Entra in scena ed è subito una valanga di battute e di applausi da parte del pubblico: «O amici innamorati di tutto il mondo, sono lieto di inaugurare in questa città dell'amore le celebrazioni per San Valentino. Appena mi è stato proposto ho accettato con erotismo, avviluppato dall'erotismo perché quando si parla d'amore vengo subito scosso da un fremito di erotismo. D'altronde tutto il mondo sa che Terni è la città di San Valentino e naturalmente in quale altra città se non in questa recitare il "Cantico dei Cantici"? E il "Cantico dei Cantici" è la base dell'amore».
Così al Teatro Verdi della città umbra dove Roberto Benigni è di casa avendo girato nei vicini studios di Papigno alcuni dei suoi grandi successi cinematografici, il Pinocchio toscano non è mai stato così sincero, intonando le parole del poemetto biblico considerato il primo, grande inno all'amore, canto sublime della bellezza e della vita, ricco anche di sfumature sensuali ardite e metaforiche. Ma per Benigni è lo spunto per dare il via ad una raffica di battute anche sul premier Berlusconi: «Siccome il "Cantico dei Cantici" fa parte della Bibbia, ho chiesto a Berlusconi, che si paragona a Gesù Cristo, il permesso di poter leggere dal libro del suo babbo. Lui mi ha risposto "Sì, tanto in famiglia siamo in tre, io, babbo e qualcun altro. I diritti scadono quando uno è morto, ma il mio babbo non muore mai e io ti dò il permesso"».
Altre battute sul premier: «In questo momento in Italia ci sono parecchie sindromi — continua il comico toscano — c'è la sindrome aviaria e tante altre sindromi, Berlusconi è stato colto dalla sacra Sindrome, d'altronde di miracoli ne ha fatti tanti, è diventato più giovane di botto, gli sono cresciuti un sacco di capelli in testa, lo vediamo apparire dappertutto: è stato visto anche camminare sulle acque del lago Trasimeno. E pare che i sondaggi lo diano in vantaggio su Barabba». Una serata all'insegna della musica, delle poesie e naturalmente un inno agli innamorati dell'amore. (DA CORRIERE.IT)
CORREVA L'ANNO 1985...

La faccenda delle vignette blasfeme sia per la religione musulmana sia per qualsiasi occhio che abbia almeno una volta sfogliato un giornalino con fumetti un minimo decenti (senza stare a scomodare geniacci come Altan), oltre a lasciarmi perplessa, me ne ha fatta tornare in mente un'altra di tanti anni fa (ero una bambina), riguardante gli arabi e Andy Luotto. Avevo rinunciato a scriverci un post, perché non non mi ricordavo i dettagli di quella vicenda. Perciò è stato un piacere leggere questo post di Lia Celi e che riporto qui sotto per intero, perché è un bel salto indietro nel tempo:
Never be rude to an Arab...
"Mai essere scortesi con un arabo", cantavano saggiamente i Monty Python più di trent’anni fa (e, aggiungevano, "nemmeno con un israeliano, un saudita o un ebreo, o un irlandese, non importa in che modo"). La canzone finiva bruscamente con un’esplosione nella seconda strofa, dove si consigliava di non sfottere neanche "negri, italiani e crucchi". Alla profetica riflessione pythoniana sui limiti della satira, mi permetto di aggiungere un mio personalissimo link tra il farsesco e agghiacciante reality show planetario e un insignificante, trascurabile episodio di cronaca televisiva, risalente al lontano 1985…
Più ci penso, più mi convinco che è cominciato tutto con Andy Luotto. Correva l’anno 1985, le torri gemelle svettavano ancora orgogliosamente nello skyline di Manhattan, gli Usa non avevano invaso l’Iraq e vendevano armi sottobanco all’Iran per finanziare i contras nicaraguensi, Osama bin Laden era ancora uno stimato palazzinaro saudita con buone entrature familiari nel clan Bush e Al Zarqawi era una matricola di medicina. La centrale dell‘impero del male era ancora additata nel Cremlino, su cui sarebbe sventolata, ancora per qualche anno, la bandiera rossa. Gli italiani ancora facevano i lavori che oggi, potendo, non farebbero più nemmeno gli immigrati stranieri, la Lega sembrava un malriuscito spin-off dei "Gufi" di Gianni Magni, Berlusconi era solo l’arrembante tycoon milanese che regalava agli italiani "Sentieri", le tettone di "Drive In" e i trionfi del Milan, venerato nei pensierini sgrammaticati di "Io speriamo che me la cavo" e artisticamente sfottuto nel "Ginger e Fred" di Fellini. Già, era ancora vivo Fellini: basta questo a dirti che era proprio tutto un altro mondo.
Eppure, i primi sintomi dell"orribile degenerazione culturale che oggi ci fa tirare in ballo la guerra santa per un paio di vignette danesi (scarsine, peraltro) su Maometto, sono apparsi proprio allora, quando Roberto D"Agostino non era ancora Dagospia e teorizzava l"edonismo reaganiano nel salotto di Quelli della notte. Dove, per qualche tempo, apparve anche Andy Luotto, nei panni di un improbabile sceicco bianco che si esprimeva in un grammelot arabeggiante, punteggiato dal tormentone "popl’ arab’".
Macchietta non particolarmente sofisticata, un classico della farsa dai tempi dei finti turchi del ¨Borghese gentiluomo" di Molière, ma la mimica e la simpatia di Luotto conquistarono al personaggio una certa popolarità. Da un giorno all"altro, lo sceicco sparì dal programma. Se non ricordo male, fu lo stesso Luotto ad autocensurarsi, impensierito da "minacce" non meglio precisate: si capiva, comunque, che il suo "sceicco" aveva fatto arrabbiare qualcuno
. All’episodio non si diede una grande importanza. Nessuno si mobilitò in difesa di Andy. Il Foglio di Ferrara non esisteva (l’Elefantino era ancora alla corte di Craxi), il Giornale "di Montanelli" non perdeva tempo con beghe di guitti televisivi e, in genere, i preti stavano un po’ più zitti.
Oggi, probabilmente, Ferrara scenderebbe in piazza per il comico arboriano, vittima del fanatismo islamico e del panciafichismo laicista, e promuoverebbe una colletta in suo favore spiritosamente intitolata "Luotto per mille". Il Giornale di Belpietro gli chiederebbe una rubrica settimanale in pseudo-arabo. Le gerarchie ecclesiastiche metterebbero in guardia dagli eccessi della satira (di cui, in vent’anni, pare siano diventati profondi esperti) Su "popl’ arab’" si misurerebbe l’adesione ai valori dell"Occidente. Forse, masse di islamici furenti in Pakistan e Indonesia circonderebbero le nostre ambasciate bruciando le immagini di Luotto, di Arbore e, già che ci sono, anche di Marisa Laurito.
A questo punto, dovrei decidere dove andare a parare. Abbiamo sbagliato vent"anni fa, nel non difendere la libertà di sfottere anche i musulmani, o sbagliamo adesso, nel fare di quattro vignette non finissime una bandiera di civiltà? Abbiamo sbagliato tutt’e due le volte, temo. Ma almeno quel primo sbaglio era in buona fede.
di LIA CELI (Articolo pubblicato da Il Giornale di Sardegna il 6 febbraio 2006)