DISONORATA FU (Caro Silvio ti scrivo)

Dove voleva andare a colpire Repubblica quando ha deciso di pubblicare esageratamente (mai vista una lettera pubblicata con tanta vistosità) lo sfogo della sposa imbufalita del capo dell'opposizione nonchè editore del colosso commerciale televisivo privato e quantaltro ancora? Ha dato una virata nazionalpopolare alla linea editoriale? Voleva fare lo scoop? Umiliare il Berlusca? Spostare il dibattito dai pacs e la guerra in afghanistan alle guerre in famiglia? Di sicuro, noi antiberlusconiani, oggi un pò si gongola, ma la domanda sorge spontanea: cui prodest?

(da Giuda.it)
TELENOVELA 2007
di Marco Travaglio (da L'Unità del 01.02.2007)
Cara Veronica, leggo con stupore sulla stampa comunista una lettera a tua firma nella quale pretendi le mie pubbliche scuse per alcune frasi attribuitemi in occasione del mio recente impegno istituzionale al galà dei Telegatti. Anzitutto consentimi di precisare che, al solito, sono stato frainteso. La frase “ se non fossi già sposato ti sposerei subito” non era rivolta, come erroneamente riportato dalle penne rosse, alla signora Ajda Yespica, bensì a Sandro Bondi, ultimamente un po’ giù di morale. Il mio “con te andrei ovunque” si riferiva invece a Paolo Guzzanti, che vedo piuttosto depresso. Posso assicurarti che fra me la signora Yespica, non esiste null’altro che un rapporto meramente istituzionale: Ajda fa parte del gruppo di studio sui valori della famiglia tradizionale che stiamo mettendo in piedi con gli amici Adornato e Lele Mora, per contrastare l’offensiva anticristiana sui Pacs. A questo proposito, sei tu che dovresti scusarti con me per aver ricordato agli italiani –accennando al mio divorzio- che ho due famiglie: particolare che ero riuscito a far dimenticare persino al Vaticano, dove mi credono un cattolico modello.
Come se non bastasse quella storia di Cacciari (se proprio volevi, c’era il nostro Pera disponibile). Ora manca solo che tiri fuori dal mio cassetto il grembiule e il cappuccio, e sono fatto.
Conoscendomi da 27 anni, sai bene quanto ampie siano le mie vedute e quanto illuminata sia la mia concezione della donna, che considero sempre la miglior amica dell’uomo. Ma non t’illudere che sia disposto ad accettare che tu possa liberamente pensare, o parlare o peggio scrivere senza il mio permesso, distogliendo tempo ed energie alla missione di lavarmi e stirarmi le camicie, rammendarmi i calzini e buttar giù la pasta. C’è un limite a tutto. Ma che figura ci faccio? Mia moglie che firma un articolo, per giunta critico, per giunta col mio cognome, per giunta su un giornale concorrente ai miei: se proprio ti scappava di esternare, potevi almeno farlo sul Giornale, su Panorama o sul Foglio che t’ho appositamente intestato, così facevamo l’esaurito e ci guadagnavo qualcosina anch’io.
Ma la cosa che più mi ha ferito è stata quella citazione di tal Catherine Dunne, con cui ti sei definita “la metà di niente”. Il niente, se ho capito bene la metafora, sarei io. Ora, che io sia una nullità me lo diceva già Vittorio Mangano: “nuddu ammiscato cu nenti”, mi chiamava il nostro simpatico stalliere. Ma lui poteva. Tu no. Insomma, cribbio: ci sono storici del Mulino Bianco che mi paragonano a De Gaulle e a Reagan, c’è Adornato che organizza un convegno di tre giorni per studiare il mio pensiero, e tu, proprio tu, la mia squaw, mi chiami niente? Ora, visto che mi conosci da 27 anni, tutti penseranno che hai ragione tu e torto Adornato. Non è bello, soprattutto ora. Confessa: te la fai con Gentiloni? Guarda che chiamo Catricalà, eh? Non ci metto mica niente. e, se insisti, ti piazzo alle costole Dell’Utri, così ti passano certi grilli dalla testa. Mi spiace che Cesare è agli arresti domiciliari, se no te lo scioglievo nel parco di Macherio, senza catena né museruola. E poi, cribbiolina: chi ti ha dato il permesso di leggere questa Catherine Dunne? Anzi, chi ti dato il permesso di leggere? E’ vero che pubblichiamo libri ma solo perché un giorno è arrivato Previti e m’ha regalato la Mondatori senza spiegare dove l’ha presa. Ma ciò non autorizza nessuno della famiglia a portare libri in casa. Certe letture fanno male alla salute, specie alle donne. Ho chiesto ad Ajda se conoscesse questa Dunne e m’ha detto che nell’album delle figurine di Lele Mora non c’è. E poi, dico io: sono cinquant’anni che ne combino di ogni e tutti mi perdonano, mi amnistiano, mi indultano, mi prescrivono, mi assolvono, la sinistra mi scambia per un liberale, m’invita a fare una bicamerale al mese e ora mi mette pure il segreto di stato su Pollari, e proprio tu mi vieni a fare la schizzinosa?
Ora devo salutarti: il gruppo di studio sui valori della famiglia mi attende. Volevi le scuse? Eccole. Sc… ehm Sc… Scherzetto! Niente scuse. Se proprio ci tieni, ci vediamo sabato sera su Canale 5 dalla Maria, a “C’è posta per te”. Così facciamo share e Pierdudu e Fedele son contenti. Come diceva quel tale (anch’io so fare le citazioni colte), “uniamo l’utile al dilettante”: Ciao, bella gnocca.
GELATE
Torna il gelo sulla penisola
i riformisti usciti precocemente dal letargo
rischiano l'estinzione
Accarezzati dall'ingannevole tepore che li circondava, i simpatici animaloni di peluche sono usciti allo scoperto, svegliandosi anzitempo dal lungo letargo. Non appena fuori dalla tana, si sono resi conto che il clima non era ancora favorevole, ma prima di rientrare nella tana sono stati impallinati da Diliberto, appostato dietro ad un cespuglio.
VAL BATOSTA - Da decenni aspettavano che anche per loro tornasse l'agognata primavera. Tutti gli esemplari delle piccola comunità italiana della rara specie di Ursus Riformatorus, si erano da tempo ritirati in letargo sulle montagne per non dover scendere a patti con la sinistra massimalista.
Nelle settimane scorse, complice l'anomalo clima primaverile che si era diffuso nel paese grazie alle ventilate tiepide liberalizzazioni portate dall'anticiclone Bersani, i simpatici orsi buontemponi avevano deciso di uscire dal loro decennale letargo, per tornare ad assaporare la gioia di una nuova stagione di riforme. Radunatisi festosi intorno ad una quercia su un prato irto di margherite, hanno passato alcune notti ballando cantando e facendo tavoli programmatici fra loro.
Neanche l'avvicinarsi della bufera aveva potuto spaventarli, finchè non si erano resi conto che la quercia sotto la quale si erano rifugiati era in realtà di plastica, e le margherite del prato erano piantine finte Ikea.
Forti della loro indole pacioccona e ottimista, si erano quietamente avviati verso la loro vecchia grotta, quando la tempesta li ha travolti.
Confusi e dispersi in un paese che improvvisamente non riconoscevano più, sono stati infine impallinati ad uno ad uno da Oliviero Diliberto, che li aspettava da tempo al varco.
da L'atride di Alessio Atrei
GLI ESAMI NON FINISCONO MAI
Il parroco della chiesa dove domenica verrà battezzato l'ultimo nipote arrivatomi ha chiesto ai genitori del battezzando che il padrino (il sottoscritto) e la madrina presentino un documento di idoneità alla funzione da consegnare prima della celebrazione del rito. Emineeeeeeeence? E' una sua trovata?
BEATI I DEBOLI...
Oggi "beppegrullo",come lo abbiamo soprannominato nelle nostre "riunioni di redazione" io e Votantonio, ha prodotto un post che merita di essere rimbalzato anche da Gattomammone.
Traendo spunto da un vero fatto di cronaca fa un elenco impietoso e veritiero sui "deboli" e cioè su tutti noi che non abbiamo "santi" nel paradiso laico.
IL DISCORSO DELLA MEZZA MONTAGNA
di Beppe Grillo (da beppegrillo.it)
I deboli in Italia sono usati come cavie. Quello che di male può succedere, succede prima a loro. Di solito solo a loro. Sono i porcellini d’India della nostra società. I canarini usati in miniera per evitare gli incidenti da grisou. I deboli vivono vicino agli inceneritori. I deboli sono espropriati dei loro appartamenti popolari dai delinquenti. I deboli non possono mai permettersi di violare la legge. I deboli non conoscono gli avvocati. I deboli sono i primi a essere derubati dal finto esattore del gas. Dall’offerta della finanziaria a rate. Se un delinquente esce grazie all’indulto è certamente un vicino di casa dei deboli. I deboli non possono ammalarsi, morirebbero. Bevono acqua al cloro, respirano Pm10, hanno il riscaldamento spento. I deboli sono di solito persone oneste. Rispettano le istituzioni. Per questo non sono rispettati.
Ogni buona legge ha bisogno di un periodo di sperimentazione. I deboli hanno questa funzione sociale. E’ meritoria, e preserva le classi più abbienti da conseguenze indesiderate. Un taglio alle pensioni, un nuovo ticket sanitario, la legge Biagi, un indulto produrranno reazioni sociali? I deboli sono qui per questo. Se loro sopravvivono, allora si può fare. Ai deboli va la nostra eterna riconoscenza. Ai deboli voglio dedicare un discorso proto evangelico. Più proto che evangelico.
“Il discorso della mezza montagna.
Beati i deboli, perché di essi sono le periferie.
Beati i deboli, perché saranno consolati da Previti.
Beati i deboli, perché erediteranno i debiti dei genitori.
Beati i deboli che hanno fame e sete della ingiustizia, perché saranno saziati.
Beati i deboli, perché troveranno il pusher sotto casa.
Beati i deboli, perché vedranno la televisione di Stato.
Beati i deboli, perché saranno chiamati populisti.
Beati i deboli a causa della giustizia, perché di essi è il regno di Regina Coeli.
Beati voi deboli quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, vi diranno demagoghi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra funzione sociale: quella di prenderlo nel c..o.”
APPROFONDITE GENTE, APPROFONDITE!
Un altro caso di notizia data a metà. Il Peer to peer è consentito per uso personale grazie alla sentenza della Cassazione di qualche giorno fa. Questo abbiamo letto e tutti ne siamo stati confortati. Ma le cose stanno veramente così? Leggetevi questo articolo di Loska da Giornalettismo:
Ultimamente un titolo troneggia nei più grossi giornali italiani e sui relativi siti di riferimento: "Scaricare i file dal web senza lucro non è reato". In molti hanno gridato "Alleluja" leggendo le disposizioni della Corte di Cassazione, che appunto ha assolto due giovani torinesi dall'accusa di violazione della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ma a chi già immagina un mondo bellissimo in cui chiunque può scaricare qualsiasi cosa dalla rete, diciamo: "attenzione". Attenzione perchè secondo alcune interpretazioni, come sottolineato da Enzo Mazza, presidente di Fimi, La Legge Urbani (che ha modificato l'impianto normativo relativo alla legge sul diritto d'autore) prevede "una sanzione amministrativa di 154 euro chi invece si limita a scaricare una canzone abusivamente". Cerchiamo, quindi, di capirci qualcosa. Effettivamente la Cassazione si è riferita all'impianto di norme che vigevano all'epoca dei fatti, per cui era previsto come reato lo scambio di file protetti dal diritto d'autore per "fini di lucro". I più hanno gridato "alla liberalizzazione" per via del discorso che la Cassazione ha portato avanti sulla diversità concettuale che passa tra "fini di lucro" e "fini di profitto". Ma è discorso intuile. Nel 2004, grazie appunto alla Legge Urbani, sono state introdotte delle novità sostanziali. La più grossa all'articolo 174-ter, che afferma: "Chiunque abusivamente utilizza, anche via etere o via cavo, duplica, riproduce, in tutto o in parte, con qualsiasi procedimento, anche avvalendosi di strumenti atti ad eludere le misure tecnologiche di protezione, opere o materiali protetti, oppure acquista o noleggia supporti audiovisivi, fonografici, informatici o multimediali non conformi alle prescrizioni della presente legge, ovvero attrezzature, prodotti o componenti atti ad eludere misure di protezione tecnologiche è punito [...] con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154 e con le sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale." Nell'impianto, come vedete, non si parla nè di lucro nè di profitto, ed è quindi da intendersi come generale. Pertanto rivolto a chiunque, a prescindere dal fine.
Quindi effettivamente scaricare files dalla rete "non è reato" ma ciò non vuol dire che non si incorra in sanzioni. Queste ci sono, di tipo amministrativo, ma ci sono. E possono arrivare "in caso di recidiva o di fatto grave per la quantità delle violazioni o delle copie acquistate o noleggiate [...] sino ad euro 1032,00". La cosa andrebbe sottolineata, almeno nell'impianto, in un articolo che potrebbe portare le persone a tenere condotte passabili di multa solo per fare un titolo sensazionalistico.
CATTIVI MAESTRI
Al di la del tifo, ma solo da noi sono tollerate queste "provocazioni"? Moggi che va a insegnare "educazione allo sport" in una classe di ragazzi. Come se Jessica Rizzo andasse a parlare di verginità in un monastero di clausura.

(grazie a Artefatti)
SIGNORSI' ZIO SAM
Va bene che era una patata bollente ereditata dal precedente governo leccacespugli, va bene che siamo stati liberati dal fascismo e aiutati a ripartire dall'alleato d'oltreoceano, va bene che siamo debitori d'ogni cosa, ma quando finiremo di sdebitarci? Quando potremo anche noi aprire una base militare in America e andare a fare le esercitazioni aeree a Salt Lake City oppure magari aprirne una qui con tedeschi o inglesi o francesci o spagnoli? O meglio, ognuno a casa sua e noi liberi di fare finalmente quello che cavolo ci pare? Troppo antiamericano o nazionalista? O realista?
Leggetevi questo ritaglio uscito oggi su il Firenze e credo su tutti gli altri giornali della catena free press Epolis. Non solo bisogna ospitarli ma ci tocca pagare a noi...
e leggetevi questo parto satirico della mitica Lia:
Base Usa a Vicenza: Prodi, ripensaci!
Per quella stessa zona, Al Qaeda ci offre il doppio
di Lia Celi (da Bendix il blog di Lia Celi)
Ma che razza di economista sei? Se proprio dobbiamo cedere chilometri quadrati di Veneto a una banda di assassini internazionali, tanto vale scegliere quelli che pagano meglio e non vanno in giro coi caccia ad abbattere i nostri aerei di linea e a tranciare i cavi delle nostre funivie. Il sindaco di Vicenza conferma l’interesse di Osama bin Laden per la città: «Nel suo ultimo video salutava con la formula “Baccalàh akhbar”». Ma ormai l’allargamento della base Usa sembra cosa fatta: seguirà un referendum per approvare l’allargamento del culo dei vicentini. Il Pentagono rassicura i viticoltori della zona: «Rispetteremo la vocazione del territorio, installeremo solo bombe a grappolo». Mezzo miliardo di dollari, 4500 uomini in arrivo, stampa e tivù off-limits: più o meno come le nozze di Tom Cruise, ma con Bush al posto di Scientology. Gli americani hanno riempito l’Italia di installazioni militari contro il pericolo comunista, e ora i comunisti ce li abbiamo al governo: se adesso vogliono combattere al Qaeda, probabile che entro un decennio ci ritroviamo i mullah a Palazzo Chigi. E ora la Cdl chiede al premier di rispettare un altro impegnuccio preso dal suo predecessore con un paese amico: «Raddoppiare l'estensione della Città del Vaticano».
FUFFA GOVERNATIVA
Allora, c'è qualcuno fra i passanti e ripassanti di questo sito (come dice Mauro Biani) che riesce a spiegarmi il succo della due giorni governativa a Caserta? Io non c'ho capito una beata fava (come dice Votantonio) del risultato, in termini reali, uscito da quelle pompose stanze. Il sospetto che si sia fuffeggiato per non prendere decisioni è molto alto nel mio cervello. Così come non mi sembra che si siano messe in opera concrete iniziative per abolire le famigerate leggi ad personam berlusconiane che tanto sono invise a chi ha dato il potere all'attuale governo. Una loro cassazione farebbe sicuramente rialzare i sondaggi pro Romano anche di fronte alla più liberale delle liberalizzazioni bersanesche. Nell'attesa di un segno di vita di questo governo, leggetevi questi tre simpatici contributi di Sebastiano Messina e Marco Travaglio
L'ALBERO
di Sebastiano Messina (Bonsai - Repubblica del 15.01.2007)
Ho letto con grande interesse le 54 pagine dell'Albero del Programma, l'affascinante documento diffuso al termine del vertice di Caserta. Ho contato una media di 22 riforme per pagina, che fanno un totale di 1188 provvedimenti. Considerato che mancano 50 mesi alla fine della legislatura, se ne deduce che il governo Prodi prevede di approvare una media di 24 riforme al mese, ovvero una al giorno (escludendo i fine settimana e senza contare le ferie estive) con l'evidente intenzione di ottenere - se non una riga nei libri di storia - almeno una citazione nel Guinness dei Primati.
L'impresa non c'è dubbio suscita ammirazione. Però a dire la verità il metodo appare molto singolare. Invece di precipitarsi a varare queste 1188 riforme, Prodi ha impiegato un anno a passare dalle 281 pagine sfornate dalla Fabbrica del Programma ai 34 fogli dell'Albero del Programma. Vorrei sbagliarmi, ma vedo all'orizzonte una Guida del Programma in 30 cartelle, e poi un Dizionario del Programma in 10 fogli, seguito da un Piano del Programma in 5 paginette, da un Quiz del Programma in tre puntate e da un Quadro del Programma in una sola tela. Un opera astrattta, si capisce.
QUELLE CINQUE LEGGI DA CANCELLARE
di Marco Travaglio (Uliwood Party - L'Unità del 07.01.2007)

Su Nicola Rossi, chi?
DIALOGHI RIFORMISTI
di Marco Travaglio (Uliwood Party - L'Unità del 09.01.2007)
FARA' TUTTO LUI
Le prime immagini dello strumento del desiderio prossimo venturo non lasciano dubbi: l'aggeggio è accativante nella forma come anche lo è il suo predecessore musicale. Questo iPhone presentato oggi da Steve Jobs potrebbe essere un bel gadget ma a differenza dell'iPod se il cellulare non prenderà bene il segnale, non sarà veloce a scrivere messaggi, non avrà un segnale da cinque tacche e non sarà fornito di una batteria decente, riuscirà lo stesso a far breccia nei fanatici della casa di Cupertino?
SEGNATEVI ANCHE QUESTO
Ne ho consigliato la realizzazione, seguito le fasi preparatorie (zeus che, incredibile, si registra personalmente su un sito, impara a gestire il programmino dvdrip) e oggi finalmente vede la luce un blog che si sa come comincia ma un si sa dove andrà a finire. Ve lo segnalo subito: berlinguertivogliobene.splinder.com
CI SARA' DA PREOCCUPARSI?
Senza andare a New York, come ha documentato Repubblica, anche a Firenze questo anno butta male per il freddo. Intorno a casa mia sbocciano camelie e rose. Andremo a sciare a agosto? O finiremo tutti in un deserto prossimo venturo? E chi dovremo ringraziare per tutto ciò?


FANTOZZI ALLA SETTIMANA BIANCA
Avevo già letto qualcosa sulla presunta giacca a vento "da comunista" poi oggi ho sentito anche la Littizzetto che lo smeleggiava da Fazio e allora, grazie ai prodigiosi mezzi internettiani, sono riuscito a scovare una foto di Romano Prodi sulla neve a Capodanno. Ebbene, non avevano torto. Si vede chiaramente, ma l'avevamo gia' capito, che a Romano manca un consulente d'immagine. Ma tutto sommato ciò me lo rende ancora piu' simpatico.
E' TUTTO MERITO SUO...
Se il fabbisogno 2006 è drasticamente diminuito, se l'avanzo primario è cresciuto, se la cicoria costa uguale, è tutto merito suo, del suo sorriso, del suo lifting, del suo pace maker. Come faremmo senza di lui, come farebbe questo blog a tirare avanti (e questo è verissimo, sigh!)?
Cosa vogliamo di più nel 2007? Un prodiano?

(grazie a Roberto Mangosi)