AGUZZATE LA VISTA / 2
Guardate queste due foto e cercate di riconoscere il leader della destra e quello della sinistra.
( Le foto sono vere e non taroccate da me. ndG)


Facile vero? Il leader della sinistra è quello che saluta con il pugno alzato, il capo della destra è quello sempre tutto in giacca con la cravatta a pallini e un po di riportino sulla testa. O no?
IL FLAGELLO LAICO
Se ve lo siete perso domenica scorsa a Parla con me, ve lo ripropongo prima che Giuliano Ferrara e tutti gli ateidevoti ce lo proibiscano. Parola di cattocomunista
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UN FILM GIA' VISTO E RIVISTO

Il Berlusca sulla solita scrivania di Porta a Porta, febbraio 2008
LO SPARABALLE
L'amaca di Michele Serra (da Repubblica del 12.02.2008)
Visto che Berlusconi sostiene di avere il 50 per cento dei voti, concedendo generosamente al Pd solo il 26 per cento, perchè diavolo si prende il disturbo di fare una campagna elettorale? Stando alle percentuali in suo possesso il centrodestra ha già stravinto e Veltroni non rimonterebbe neanche se la campagna durasse dieci anni e nella lista dei suoi ministri ci fossero Zorro e Superman. Dunque perchè faticare, sudare, viaggiare, agitarsi, sgobbare se l'esito del voto è così scontato?
La risposta è ovvia. Berlusconi farà egualmente la sua brava campagna elettorale perchè il 50 per cento vantato è come i dieci milioni di firme nel gazebo: una palla. Che necessità abbia di mentire, e di mentire compulsivamente, un uomo che ha già tutto e con ogni probabilità sta per tornare a Palazzo Chigi, è cosa che non ha spiegazioni logiche ma solo patologiche. Come certe bizzarre signore che avrebbero soldi per comprarsi dieci chili di cioccolata, ma trovano più eccitante rubare un cioccolatino al bar. Berlusconi non avrebbe alcun bisogno di mentire, ma lo fa egualmente perchè il brivido di sparare palle è qualcosa che non si può comprare neanche con dieci miliardi di euro in tasca.
SE BASTASSE UNA BUONA INTENZIONE...
mi spiace, ma non c’è nulla da fare. Forse è la sfiga che ti insegue. Sulle pagine dei giornali on-line, da ieri fino a stamattina, imperversava l’omino coi tacchi, poi è finalmente arrivato il tuo turno, ma la tua immagine, dopo qualche ora, è passata in secondo piano. Persino una piattaforma petrolifera è più importante di te.AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE?
QUANTO CI COSTEREBBE IL RITORNO DEL CAVALIERE
di Curzio Maltese (da Contromano, Il Venerdì n°1038)
Alla vigilia del possibile, probabile, quasi certo ritorno di Silvio Berlusconi al potere, s'avanza nelle file del popolo di sinistra uno strano sentimento, racchiuso in una domanda: che cosa il Cavaliere può combinare di peggio rispetto all'ultima volta? Prima della breve interruzione del governo Prodi, aveva governato per cinque anni. Un periodo nefasto per l'economia, dannoso per i conti pubblici, disastroso per la cultura. Pericoloso in politica estera, con il progressivo allontanamento dall'Europa e il ritorno del Paese al ruolo di colonia degli Usa, testimoniato dall'adesione da sudditi alla sciagurata avventura in Iraq.
In compenso, Berlusconi aveva sistemato tutti i suoi affari, messo sotto schiaffo la giustizia, cancellato i reati per cui era processato, consolidato il potere del gruppo e reso "naturale" il dominio assoluto sui media. Nonostante l'evidente illegalità del sistema confermato dall'ultima sentenza europea sul monopolio delle frequenze. Quali altri danni può fare, allora, nei prossimi cinque anni? La risposta purtroppo è: molti, e molto più gravi. Questa è almeno l'opinione diffusa nei circoli economici europei. A partire da grandi organi d'informazione conservatori, come l'Economist e il Financial Times. Secondo i quali, il prossimo governo Berlusconi completerà l'opera d'isolamento dell'Italia rispetto all'Europa, fino alle estreme conseguenze. Compresa una, che sembra oggi fantascienza: l'uscita dall'area dell'euro.
La polemica contro la moneta unica, causa di tutti i mali, dall'aumento dei prezzi fino al carico fiscale, è stato il principale argomento degli ultimi due anni di Berlusconi al governo. Liberarsi dal vincolo esterno della Ue per il populismo della destra significherebbe mano libera nelle politiche fiscali, una bella pioggia assistenzialista da Prima Repubblica. Con il risultato a medio termine di uno tsunami economico, ma, in tempi brevi, gli unici che interessano ormai, di un forte recupero di consensi.
L'ideale per il populismo di Berlusconi sarebbe l'uscita dall'euro e la possibilità di tornare all'allegro indebitamento e alle svalutazioni selvagge. In teoria, l'accordo dell'euro non prevede vie d'uscita e ritorni alla moneta nazionale. Ma in pratica, osservano i commentatori stranieri, l'Italia di Berlusconi potrebbe fare di tutto per farsi "buttare fuori" e poi imputare le colpe alla rigidità della Ue.
Alla fine di questa strada, per l'Italia ci sarebbe un poster dell'Argentina con Juan Perón che allarga le braccia, per darci il benvenuto in Sudamerica. Fantasie? Ossessioni antiberlusconiane della perfida Albione? Chi vivrà vedrà.
MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO?
Siamo stati troppo cattivelli con uolterobamamaancheillarichennediveltrusconi?

(input Gattomammone ma fotoscioppato da Votantonio)